I motori di ricerca sono come degli enormi archivi (database) aggiornati in tempo reale grazie a programmi (crawler e spider) che scandagliano la rete alla ricerca di nuovi siti e pagine web.
Per essere riconosciuti da questi programmi ed essere inseriti in modo corretto nei database dei motori di ricerca è utile indicizzare il proprio sito nel modo migliore. L’indicizzazione è il processo di inclusione di un sito nei database dei motori di ricerca tramite alcune parole chiave, le keywords.
L’indicizzazione è un processo lento (2-3 mesi), può essere o no a pagamento (quasi tutti i motori di ricerca hanno una pagina dove poter inserire l’URL del proprio sito) e non deve essere confuso né con il posizionamento né con l’Adwords.
Il posizionamento è, infatti, l’ottimizzazione del processo di indicizzazione, in modo da poter comparire tra i primi risultati spontanei (cioè non a pagamento) dopo una ricerca di una o più keywords su uno o più motori di ricerca.
L’Adwords è invece un posizionamento a pagamento: si paga il motore di ricerca per essere visualizzati tra i primi risultati.
A fronte di costi minori, rispetto all’Adwords, i risultati del posizionamento sono incerti (molti web desiner usano, infatti, la formula “soddisfatti o rimborsati”) e sono ottenuti in tempi mediamente più lunghi (in genere 2/3 mesi).
Raggiungere una buona visibilità è il campo di applicazione del posizionamento, ma esistono alcune operazioni preliminari che facilitano l’indicizzazione e facilitano in seguito un positivo posizionamento.
Questi sono:
1 Gestione del file Robots.txt
Tramite questo file si può decidere quali contenuti del sito far visualizzare ai crawler e agli spider dei motori di ricerca e quali invece escludere.
2 Segnalare l’esistenza del sito negli appositi spazi dei motori di ricerca (dove segnalare la URL).
3 Creare il Sitemap e segnalarlo ai motori di ricerca.
Il Sitemap indica ai motori di ricerca alcune informazioni molto importanti riguardanti il sito, come la sua struttura, il numero di pagine, il loro indirizzo web, la data di pubblicazione e quella degli aggiornamenti. Sopratutto, grazie al Sitemap, si possono indicare le pagine del sito che riteniamo più importanti.
4 Essere segnalati (linkati) spontaneamente all’interno di altri siti, blog e forum.
Se un sito è segnalato da altri siti con contenuti simili ha una maggiore visibilità. Queste è una leva da usare con circospezione, in quanto alcuni motore di ricerca possono penalizzare un sito, peggiorandone il posizionamento, se si accorgono che le segnalazioni non sono spontanee (es. scambio incrociato di link), non sono coerenti per contenuti od ottenute con mezzi fraudolenti.
Posizionamento
Effettuando le seguenti operazioni possiamo migliorare il posizionamento del sito
1 Analisi preliminare del sito.
Se il sito è già stato costruito se ne costata l’anzianità, il nome e tipo di dominio, il tipo di hosting, se le pagine sono indicizzate e come.
Effettuare l’analisi del contenuto; testi, immagini e presenza o meno di linguaggi di formattazione standard.
Misurare il page rank (popolarità) delle pagine del sito.
Fare una lista delle parole più utilizzate dall’utenza web per la ricerca di argomenti trattati dal nostro sito. Scegliere quelle più idonee e coerenti.
2 Analisi dei concorrenti
Si ripete l’analisi fatta per il nostro sito: questa volta però l’oggetto dell’analisi saranno i siti concorrenti che operano nel nostro stesso mercato di riferimento, o trattano i nostri stessi temi.
L’analisi della concorrenza è fondamentale per la scelta delle parole chiave.
I siti concorrenti possono inoltre offrire idee e spunti che possiamo fare nostre implementandole e migliorandole.
Infine, possiamo differenziarci dalla concorrenza, tramite contenuti e presentazioni diverse, originali e facilmente riconoscibili.
3 Definire la struttura del sito.
La struttura del sito deve essere ottimizzata per l’utente. La consultazione delle linee giuda per web manager presenti in quasi tutti i motori di ricerca può essere d’aiuto.
Sostanzialmente, bisogna scegliere il linguaggio di programmazione giusto (visibile da crawlers e spiders), saper gestire sitemap e settare il file Robots txt.
Inoltre il sito deve avere una struttura logica, di tipo gerarchico o simile. I link interni ed esterni al sito non devono creare confusione nell’utente. Dei link esterni parleremo in un capitolo successivo, ora tratteremo solo di quelli interni.
Per un buon posizionamento, è utile inserire link interni al testo che rimandano in modo logico ed intuitivo a contenuti simili, già presenti in altre pagine del sito, per poter approfondire alcuni argomenti.
La home page (la pagina iniziale del sito) deve essere raggiungibile da ogni pagina del sito, per facilitare contemporaneamente l’uso dei visitatori e il processo di indicizzazione da parte degli spider.
Strettamente connessa con la struttura del sito è la sua navigabilità.
4 Rendere il sito navigabile
Un sito deve essere al servizio dell’utente. Bisogna quindi tener presente la navigabilità e l’usabilità del nostro sito.
La logica di base è quella di non deconcentrare il lettore con pagine troppo piene di contenuti.
Pertanto è utile usare una grafica unitaria e ordinata, non utilizzare più di un font, utilizzare forme e colori simili per non creare discontinuità.
Sopratutto all’interno di una stessa pagina non si dovrebbe esagerare con l’uso di foto, video, banner e animazioni flash.
Abbiamo già spiegato che i contenuti visuali distraggono il lettore da quelli testuali, in quanto più immediati; un altro motivo per cui ne sconsigliano l’abuso è il fatto che alcuni utenti sono esclusi dalla visualizzazione di questi elementi, ad esempio quelli che possiedono browser testuali e i non vedenti.
Per quanto riguarda le interfacce utente, bisognerebbe usare quelle standard in quanto i lettori di siti web ne sono già a conoscenza e li utilizzano in modo corretto. L’introduzione di nuove interfacce, create ad hoc dal web master, comporta di norma una nuova alfabetizzazione dell’utente, con dispiego di tempo ed energie. Gli utenti, in genere, preferisco evitare questi sforzi.
5 Aumentare la link popolarity.
La link popolariy di un dato sito è la misurazione del numero complessivo di siti web che si collegano ad esso tramite un link.
Abbiamo già visto quanto è importante per il posizionamento e la visibilità essere segnalati spontaneamente da altri siti, blog e forum.
Le segnalazioni non sono tutte uguali. Essere linkati da un sito che ha una popolarità alta, aumenta in modo maggiore la nostra link popolarity rispetto a quando siamo segnalati da siti che non godono, presso il web, di grossa considerazione.
La link popularity è un indice di qualità. Generalmente un sito crea al suo interno un link verso un altro sito, poiché ritiene quest’ultimo ricco di contenuti, interessante, ben fatto e ad esso vicino per temi trattati.
Per aumentare la popolarità di un sito, bisogna agire sulle seguenti leve:
6 Presenza del sito nel Web 2.0
Verificare la presenza del sito presso le nuove forme di social networking che il web 2.0 mette a disposizione, come Facebook, Twitter e piattaforme simili.
7 Creare contenuti di qualità
Abbiamo visto che la qualità dei contenuti è una variabile molto importante che determina la link popularity di un sito e di conseguenza la sua visibilità.
Per qualità intendiamo quei contenuti:
Sappiamo che la concorrenza sul web è enorme.
Il lettore deve, quindi, riuscire a capire subito se ciò che sta cercando si trova in un determinato sito, se ciò che gli interessa è presente o meno.
Un sito di qualità espone in modo chiaro sin dall’inizio i contenuti presenti all’interno di una pagina.
Per ottenere questo risultato fondamentale è la scelta di un titolo adatto che espliciti nel modo migliore il contenuto del testo, ma non meno importante e la selezione dei tag, delle keywords e delle keyphrases presenti nella pagina web.
L’Adwords e un’attività SEO.
E’ una pubblicità via web a pagamento, effettuabile grazie ai motori di ricerca.
Esempi pratici di Adwords sono i link che appaiono solitamente nella colonna a destra di un motore di ricerca (Google) una volta effettuata una query e gli annunci colorati che compaiono prima dei risultati spontanei (non a pagamento) nella colonna centrale.
Un buon posizionamento tra i risultati dell’Adwords determina una maggiore visibilità e di conseguenza una maggiore possibilità che l’inserzionista ottenga i risultati auspicati dalla campagna pubblicitaria: avere un sito visitato o effetti di conversione dell’utente (ulteriori azioni che compie, come la registrazione, la richiesta di informazioni, la chiamata o l’acquisto di beni e servizi).
La pubblicità Adwords ha inoltre un’ottima funzione di “sostegno” al posizionamento naturale, che può, quindi, essere considerato un importante obiettivo secondario da raggiungere.
Il pagamento del servizio Adwords funziona per Pay Per Clink (PPC), in italiano “costo per click” (CPC): l’inserzionista paga il motore di ricerca solo quando il suo annuncio è effettivamente visitato. Non paga quindi la semplice visualizzazione tra i risultati, anche se il suo annuncio figura tra i primi della lista.
Le query effettuabili con i motori di ricerca sono praticamente infinite. L’utente web utilizza una parola chiave (keyword) o una combinazione delle stesse per ricercare l’argomento che gli interessa. L’inserzionista pertanto seleziona e compra dal motore di ricerca, tramite il sistema CPC, solo le keywords che hanno una forte attinenza con i servizi e prodotti che vende.
Una campagna Adwords che dia i frutti sperati si compone delle seguenti fasi:
1 Definire del budget: capire quanti soldi si vogliono investire nella campagna.
2 Definire gli obiettivi della campagna.
Come abbiamo visto possono essere:
3 Definire la durata della campagna
4 Scegliere il dominio di competenza.
Il dominio di competenza è l’insieme degli argomenti che caratterizzano la campagna che si sta per lanciare.
5 Scegliere la o le parole chiave:
Le parole chiave (keywords) sono i termini che gli utenti web utilizzano per fare ricerche attraverso i motori di ricerca. La ricerca di queste keywords indica un interesse degli utenti verso determinati argomenti, rendendoli possibili clienti del sito. Le keywords per cui l’insersionista si carica del CPC devono essere quindi coerenti con i beni e servizi venduti dall’annuncio, cioè con il dominio di competenza.
6 Scrivere l’annuncio nel modo giusto.
L’annuncio generalmente si divide in 3 parti: titolo, descrizione e URL visualizzata. E’ utile inserire la o le parole chiave nel titolo e nella URL, mentre la descrizione deve essere breve e deve differenziare l’annuncio rispetto alla concorrenza.
7 Creare la landing page nel modo giusto.
La landing page è la pagina di destinazione dell’annuncio. Può coincidere con la home page del sito. Tale pratica è però sconsigliata in quanto è più utile indirizzare il lettore verso le offerte e i prodotti specifici, descritti nell’annuncio. Una buona landing page dovrebbe creare nel lettore, nell’ordine: attenzione, interesse e desiderio per indurlo, infine, all’azione (acquisto).
8 Misurare i risultati e fare il ROI, il ritorno sugli investimenti.
Posizionamento Adwords
Il posizionamento, o rank, dipende da due fattori: il BID e il Quality Score Adwords.