Deep Web. Il profondo mare del world wide web.

La parte oscura e nascosta del web.

Questo articolo, puramente informativo, è per spiegare e raccontare quello che è il Deep Web o profondo Web in italiano. Il funzionamento, a cosa ci si può imbattere, rischi e numeri su quello che si “nasconde” nel web, al di sotto, in profondità, rispetto ai contenuti che normalmente visitiamo o ricerchiamo sui motori di ricerca. Sconsigliamo assolutamente la navigazione in certe parti del web.

Cosa è il DeepWeb?

Il DeepWeb può essere semplicemente descritto come la parte di internet non indicizzata dai motori di ricerca. Un Web oscuro (Dark Web), un web invisibile (Invisible Web), un web nascosto (Hidden Web), tanto per citare tre dei nomi più usati. Un po’ come l’Internet prima dell’avvento dei motori di ricerca.
Sono pagine che non vengono indicizzate, sono nascoste dagli occhi dei crawler, software atti a scandagliare la rete in cerca di url e link per indicizzare siti e restituirceli nelle ricerche sui principali motori di ricerca sfruttando le KeyWords.
Sono quindi dei siti nascosti al cui interno sono trattati argomenti di ogni genere. Dalla libera forma di pensiero lontano da censure, argomenti politici, guerre o quant’altro, a porno non legale, armi, droga, virus informatici, documenti rubati o vendita di false identità, numeri di carte di credito, reclutamento di sicari o jihadisti, a schemi per la costruzione di apparati più disparati e via discorrendo.
Attenzione, non tutto il DeepWeb e oscuro o illegale. Per sua natura si presta ad attività di ogni tipo, ma sono presenti tantissimi forum dove la gente, nel quasi totale anonimato, parla e scambia idee e informazioni sui più svariati argomenti. Non solo. Tantissime pagine di siti di e-commerce o banche non sono indicizzate. Ad esempio la news feed di Facebook (la timeline) non è indicizzata. Anche questi sono considerati DeepWeb.
Se non si conosce il link alla pagina che si vuole visitare, se i motori di ricerca non hanno potere di indicizzare tale pagina, tale pagina non esiste se non per chi ha il link diretto per accedervi.
Gli esempi di pagine di e-commerce o banche o la timeline di facebook sono appena al di sotto della superficie. Il Deep Web è molto profondo e per accedervi servono strumenti adatti.
Internet Explorer, Firefox, Chrome, Safari o qualsivoglia altro browser non può navigare nel DeepWeb. Serve uno strumento chiamato TOR.
deepweb2

TOR.

Per chi scrive l’articolo TOR era semplicemente ed erroneamente un Firefox con un plugin che permettesse la navigazione dietro Proxy.
La realtà è ben più complessa e interessante.
Il network TOR, acronimo di The Onion Router, fu studiato dalla U.S. Naval Research Laboratory negli anni novanta con lo scopo di creare una rete completamente sicura per le comunicazioni dei servizi segreti.
Diventata di pubblico dominio TOR può essere liberamente scaricato dal sito internet torproject.org.
Ogni Pc all’avvio di TOR diventa un nodo un po’ come in una rete peer 2 peer.
Ogni file, video, immagine o documento che sia non è su un server ma sui computer che custodiscono i file.
All’interno di questa rete si naviga solo tramite TOR.
Non esistono URL così come noi li conosciamo. Non navigheremo in siti digitando ad esempio www.nomedelsito.com ma tramite collegamenti .onion.
Come spiegato non ci sono “aggregatori” di link. Esistono dei motori di ricerca che provano ad indicizzare il deepWeb come Ahmia.fi o che ci danno link per iniziare la navigazione come The union URL Repository (http://32rfckwuorlf4dlv.onion/ esempio di un classico link del deepweb).
Ma il DeepWeb è profondissimo e più si scende e più è difficile trovare “ponti” verso altri siti. O si conosce il collegamento diretto o non ci si arriva. E dove si trova un collegamento spesso questo è non corretto o scaduto. Cambiano repentinamente.
La funzionalità di TOR è molto complessa. La navigazione Web normalmente consiste in un computer o altro dispositivo A che chiede informazioni e dati a un server Web B. Il server Web B invia i dati al computer A mostrando la pagina ed entrambi, computer e server, sono a conoscenza uno dell’ip dell’altro.
Con TOR le cose si complicano parecchio. Il concetto è lo stesso. Computer A chiede informazioni a Server B ma questa volta la richiesta passa attraverso migliaia di router C, D, E, F e così via. Il server B, passando la richiesta da migliaia di router, non sa la fonte della richiesta quale sia e nello stesso modo il computer che riceve i dati non ha l’ip di provenienza essendo questi passati da migliaia di nodi.

DeepWebTraffico

Il DarkWeb i BitCoins e la mole di dati del web nascosto.

Come dicevamo più in alto nell’articolo, questa parte di web anonima e nascosta è spesso l’unico mezzo di espressione lì dove la censura non permette libertà di espressione.
Viene così usata in paesi come ad esempio la Cina o Siria dove oppositori di Assad riescono a comunicare con il resto del mondo. La stessa Amnesty International proprio tramite DeepWeb ha potuto reperire immagini e documentazioni riguardo la guerra e le torture in corso.
Un dato sconcertante per chi scrive l’articolo è la mole di dati che muovono il DarkWeb.
Wikipedia parla di una mole di documenti pari a 550 miliardi contro i soli 2 miliardi indicizzati da Google.
Il traffico internet generato dal web nascosto supera l’80% di quello generato dal classico traffico internet sul web di superficie.
Una delle piattaforme e siti più visitati sino a qualche anno fa era SilkRoad, vera e propria piazza per il commercio di qualsiasi cosa mente umana può pensare. Proprio grazie alla sicurezza di anonimato per chi vende e per chi compra, il portale generava un traffico di vendite spaventoso grazie all’uso dei BitCoins, moneta non riconosciuta ufficialmente che però, grazie all’anonimato e al fatto che molti siti permettano acquisti di beni reali, è diventata la moneta “ufficiosa” di internet. Non a caso nei virus informatici per il criptaggio dei file, come riscatto, viene chiesta una somma in BitCoins.
SilkRoad da due anni a questa parte, grazie ad una operazione che ha visto FBI, Europol, Homeland Secure Investigation, e altre agenzie per la sicurezza, è stato chiuso e i fondatori arrestati così come altre piattaforme di commercio illegale.
Come si sia risaliti al server e ai fondatori di tali piattaforme non ci è dato sapere ma su internet, riguardo la seconda incarnazione di SilkRoad, SilkRoad 2.0, aperto dopo la prima chiusura del portale, si parla di agenti infiltrati sin dalla creazione e di errori commessi da chi gestiva il sito e il traffico illegale.

Questo è in sintesi una descrizione di quello che è il profondo web.
TOR è uno strumento libero, gratuito che permette la navigazione in anonimato. Può essere usato per navigare normalmente nei classici siti internet.
Cosa che sconsigliamo invece, è il cercare di entrare e scendere troppo in basso nel deep web. Virus informatici, dati sensibili e anche solo la pericolosità o importanza di alcuni argomenti, fanno del profondo web una pericolosa esperienza che va assolutamente evitata.

Noi siamo invece sempre disponibili presso la nostra sede per consigli sulla sicurezza informatica per la tua azienda.
Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci.

Buona navigazione. In acque sicure, mi raccomando.

 

 

 

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